Autismo tra stereotipi e pregiudizi

Autismo tra stereotipi e pregiudizi

Autismo è un’etichetta diagnostica che si sente nominare sempre più spesso. Ma che cos’è davvero l’autismo?
L’autismo è una sindrome diagnosticata sulla base di alcuni sintomi comportamentali e pertanto molto diversi gli uni dagli altri. Questa ampia varietà di sintomi comportamentali ha comportato la creazione e diffusione di numerosi stereotipi su tale patologia.
Elenchiamo di seguito alcuni degli stereotipi più diffusi. Purtroppo gli stereotipi sull’autismo sono molto numerosi.
Il bambino autistico non parla. 
FALSO: alcuni bambini con autismo possiedono il linguaggio vocale. Spesso accade che lo sviluppino in ritardo rispetto ai pari oppure che lo utilizzino in modo non appropriato. Alcuni bambini che nei primi mesi/anni di vita non hanno un linguaggio vocale possono se, seguono un intervento basato sulle evidenze scientifiche, sviluppare un linguaggio vocale oppure imparare a comunicare i propri desideri con un altro strumento di comunicazione.
Il bambino con autismo non VUOLE comunicare con gli altri.
FALSO: molto spesso il bambino con autismo non SA come comunicare con gli altri. Non possiede le abilità che gli consentono di giocare e comunicare agli altri i propri desideri. Con l’inizio di un intervento volto a fornirgli queste competenze si riscontra un aumento delle interazioni spontanee messe in atto dal bambino nei confronti degli altri.
Il bambino con autismo è chiuso nel suo mondo e non vuole essere toccato.
FALSO: Ogni bambino, anche il pari a sviluppo neurotipico, ha delle proprie individualità delle proprie caratteristiche distintive. Ad ALCUNI bambini con autismo non piace essere toccati. Ma non a tutti, anzi, per alcuni è molto divertente e piacevole il contatto fisico (essere presi in braccio, abbracciati) e il gioco fisico (il solletico ecc..).
Il bambino con autismo non migliorerà mai. 
FALSO: La letteratura dimostra miglioramenti significativi nelle aree della comunicazione, dell’interazione sociale, dell’autonomia, delle abilità cognitive e accademiche di bambini con autismo che seguono interventi comportamentali. Seguire un intervento con dimostrate prove di efficacia consente ai bambini di ottenere miglioramenti significativi nelle diverse aree di abilità.
I bambini autistici sono capricciosi, anche violenti: il loro comportamento è incomprensibile! 
FALSO: Le persone con autismo possono reagire male a un imprevisto. Le modifiche delle abitudini, come cambiare ambiente o programmi, disturbano queste persone. Hanno bisogno di riferimenti prevedibili per meglio adattarsi. Hanno bisogno di strumenti e abitudini per facilitare il loro quotidiano, come l’utilizzo di una tabella di marcia o di suddividere per tappe e per compiti ciò che devono fare.
I bambini autistici sono dei geni.
FALSO: Non tutte le persone con autismo hanno un Quoziente Intellettivo elevato. Alcune possono sviluppare delle capacità particolari e delle conoscenza approfondite legate ai loro interessi. Partire da attitudini e conoscenze può aiutarli nei loro progetti di formazione, percorsi professionali e ad integrarsi nella società.
I bambini autistici non provano dolore fisico.
FALSO: ovviamente lo provano, solo che non lo esprimono sempre in modo consueto. E ciò può dare l’impressione che non sentano dolore. Spesso il dolore provoca in una persona autistica un cambiamento improvviso, un’assenza di comunicazione e dei problemi di comportamento. Bisogna essere attenti: in tal caso è il segno di un dolore provato o di un problema di salute. Per questo motivo devono essere controllati regolarmente.
I bambini autistici non hanno emozioni.
FALSO: Non riescono però ad esprimere con facilità i loro sentimenti. Sul lato emotivo ci sono 2 grandi sfide: da una parte occorre aiutarli a comprendere e ad esprimere le loro emozioni utilizzando ad esempio dei mezzi di comunicazione visiva (immagini, segni, ecc.), dall’altra è essenziale per loro imparare le diverse emozioni nelle altre persone.
Meglio aspettare che i genitori del bambino autistico siano pronti prima di dare una diagnosi.
FALSO: Più la diagnosi è precoce e meglio è. Anche in caso di dubbi è necessario fare una diagnosi, che può avvenire anche a 18 mesi ma il più delle volte avviene a 3 anni. Non occorre avere tutte le risposte per iniziare un percorso educativo precoce e intensivo.
A scuola il bambino autistico rallenta gli altri e a loro non serve frequentarla!

FALSO: Le persone con autismo sono stimolate dalla scuola. L’educazione precoce e intensiva è infatti raccomandata per tutta la vita, anche da adulti e anche in caso di grandi difficoltà intellettive. La prima tappa consiste nel valutare le loro modalità di apprendimento, di comunicazione, di espressione, al fine di fornire i giusti aiuti educativi e consentire loro di andare a scuola, nelle ludoteche e a partecipare alla vita sociale e culturale, divenendo così sufficientemente autonomi.

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