Parco Naturale Regionale Costa Otranto – Santa Maria di Leuca

Parco Naturale Regionale Costa Otranto – Santa Maria di Leuca

Il Parco Naturale Regionale Costa Otranto – Santa Maria di Leuca si estende sul territorio dei comuni di Alessano, Andrano, Castrignano del Capo, Castro, Corsano, Diso, Gagliano del Capo, Ortelle, Otranto, Santa Cesarea Terme, Tiggiano e Tricase. Comprende anche la zona dove sorge il faro di Punta Palascìa, punto più orientale d’Italia.
L’istituzione dell’area protetta, dislocata lungo la costa orientale del Salento (costa alta a picco sul mare), mira a conservare e recuperare le specie animali e vegetali, salvaguardare i valori e i beni storico-architettonici e migliorare la funzionalità ecologica degli ambienti naturali.
Fondamentale caratteristica di questo tratto di costa è la presenza di cavità legate al fenomeno del carsismo ed all’interazione di sorgenti costiere combinate con l’erosione provocata dal mare. In esse sono stati rinvenuti numerosi reperti fossili risalenti al paleolitico ed al neolitico.
Il parco comprende una vasta area, pertanto gli itinerari sono elencati da Nord a Sud con le indicazioni sull’accessibilità in relazione ai diversi tipi di disabilità.

L’itinerario è accessibile alle persone non vedenti e ipovedenti con accompagnatore.
L’itinerario è accessibile a famiglie con bambini.

SCHEDA ITINERARIO

Località di partenza: Chiesa di Santa Loia (Cerfignano – LE)
Località di arrivo: Masseria Consalvi (Santa Cesarea Terme – LE)
Tempo di percorrenza (h/min): 2h 30min
Modalità di percorrenza: a piedi o in mountain-bike
Descrizione dell’itinerario:

L’inizio dell’itinerario è localizzato fuori del nucleo abitato di Cerfignano (LE), inprossimità della Chiesa di Santa Loia, direzione est; dopo aver percorso pochi metri si incontra un bivio e si prosegue a destra della biforcazione; il primo tratto
è caratterizzato da un manto stradale asfaltato facile da percorrere, con andamento pianeggiante che si trasforma successivamente in uno sterrato largo, sostanzialmente regolare dove si può osservare un ambiente agrario tipico della zona, rappresentato da oliveti costituiti da individui in giovane età e da altre colture agrarie sia ortive che cerealicole. Tale stradina è per due terzi delimitata da muretti a secco; nella parte terminale si possono notare le cosiddette “terre rosse”, caratterizzanti il suolo della zona; proseguendo si arriva alla Masseria Grande, vecchia costruzione agricola specifica di zona; superata
la masseria si imbocca la strada che conduce alla “Via Appia Calabro-Sallentina” dopo aver svoltato a sinistra all’incrocio che a destra porta alla mulattiera che scende lungo il Canalone di Porto Badisco; lungo la “Via Appia Calabro-Sallentina” è possibile ammirare l’architettura della strada romana, il selciato per buona parte ancora esistente (a nord-ovest) e gli innumerevoli
tratturi che si snodano a valle verso il mare (ad est); lungo la via romana si incontrano la Masseria Consalvi e la Chiesa della Madonna della Serra (da est a ovest); percorsa la “Via Appia Calabro-Sallentina” fino all’incrocio lastricato per Minervino di Lecce, Uggiano e Cerfignano, si prosegue a sinistra ritornando così nel punto di partenza rappresentato dalla Chiesa di Santa Loia.

Descrizione dell’ambiente:

La vegetazione agraria è dominata da oliveti secolari ma anche in giovane età; le coltivazioni erbacee sono rappresentate da graminacee e ortive. Le specie arboree sono rappresentate da piccoli nuclei di rimboschimento di Pino d’Aleppo  e nuclei relitti di Leccio e di Quercia spinosa. La vegetazione naturale dell’area è prevalentemente rappresentata da formazioni erbacee di tipo substeppico e da vegetazione di gariga bassa a Timo e Salvione giallo che si intrecciano a mosaico. Sono presenti aspetti di vegetazione substeppica a Stipa capensis da attribuire a fasi di ricostituzione della vegetazione a partire da coltivi
abbandonati. Nell’area è particolarmente diffuso un tipo di vegetazione di pseudosteppa a Hyparrhenia hirta. Questo tipo di vegetazione è spesso mosaicato con lembi di pseudosteppa a dominanza di Brachypodium ramosum, mentre lungo i sentieri si rinviene un tipo di vegetazione erbacea a Poa bulbosa e Plantago serraria. I prati e pascoli meno degradati sono sede di
una serie di fioriture più o meno appariscenti come quella estiva della Scilla marina.
Il Canalone naturale di Porto Badisco, di origine erosiva, rappresenta probabilmente l’alveo di un corso d’acqua oggi estinto, che si snoda tortuoso fino a sfociare nell’omonima insenatura marina. L’area presenta delle singolarità floristiche, come ad esempio la rara veccia di Giacomini (Vicia giacominiana), endemica puntiforme dedicata al fitogeografo Valerio Giacomini e il Cardo-pallottola vischioso. Lungo i pendii rocciosi del canalone sono comuni la borracina spinosa (Sedum rupestre) e la
borracina spinosa.

Caratteristiche del fondo:

Il fondo dell’itinerario è un alternarsi di strade asfaltate a partire dalla periferia del centro abitato di Cerfignano fino a Masseria Grande e da qui ancora fino a Masseria Con salvi mentre la chiusura dell’anello prevede il passaggio lungo l’antica via Romana con il selciato originario misto a terreno naturale. Il tratto di mulattiera che da Masseria Con salvi scende lungo il Canalone di Porto Badisco presenta un fondo misto terreno naturale e roccia calcarea affiorante.

Interesse dell’itinerario:

naturalistico, geologico, geomorfologico, paesaggistico, storico.

Come arrivarci?

Da SS275 Maglie-Leuca, dopo Maglie si svolta a destra uscita Castro-Santa Cesarea Terme per la SP 363; si prosegue fino alla
Via Provinciale SP 84 per Castro, lasciato sulla destra l’abitato di Ortelle si svolta a sinistra su Via Comunale Ortelle-Vitigliano, si percorre Via Vittorio Emanuele in Vitigliano che prosegue su Via Trieste che conduce sull’incrocio con la Via Provinciale Vitigliano-Cerfignano.

Fruibilità:

L’itinerario non è percorribile da diversamente abili in carrozzina limitatamente al tracciato selciato della vecchia via romana, mentre è interamente accessibile a ipovedenti e non vedenti con accompagnatore escluso il ramo che scende lungo il Canalone di porto Badisco.

Servizi accessori presenti:

Area parcheggio nei pressi di Masseria Grande o in località Villaggio Paradiso (Santa Cesarea Terme) e in località Porto Badisco (Otranto), Punto Turistico Informativo presso la Pro Loco di Santa Cesarea Terme, Centro di Educazione Ambientale di Andrano (sede Palazzo Gargasole a Vitigliano).

Stato di manutenzione:

L’itinerario non è individuato da segnaletica di tipo veicolare posizionata lungo le strade percorse da veicoli, non è attrezzato con segnaletica orizzontale mentre la segnaletica verticale consiste di una tabella didattica interpretativa a inizio sentiero, di una tabella inizio sentiero, di tabelle direzionali in alluminio e in legno lungo le strade asfaltate e nei siti naturali. Si segnala la presenza di almeno 4 discariche abusive di rifiuti speciali (Eternit e batterie esauste) e ingombranti (elettrodomestici e materiale di risulta) ai bordi del selciato della  via romana (vedi coordinate geografiche). Il tratto di percorso che interessa il
vecchio selciato della via romana (circa 2000m) e la mulattiera che scende lungo il canalone di Badisco (1540m) sono idonei alla funzione di barriera antincendio e alla contemporanea fruizione eco-turistica dell’area Parco.

L’itinerario è accessibile da diversamente abili motori in quanto si sviluppa in piano a circa 120 m s.l.m. con una serie di sentieri con fondo sterrato battuto di larghezza mai inferiore ai 2,5 m .
L’itinerario è accessibile alle famiglie con bambini.

SCHEDA ITINERARIO

Località di partenza: Strada Comunale San Giovanni (Santa Cesarea Terme – LE)
Località di arrivo: SP319 Santa Cesarea Terme (Santa Cesarea Terme – LE)
Tempo di percorrenza (h/min): 30min
Modalità di percorrenza: a piedi o in mountain-bike
Descrizione dell’itinerario:

Il sentiero può essere imboccato in due punti, dalla Strada Comunale San Giovanni percorrendo i rami D-B in direzione Nord, lungo il quale si incontra un boschetto di Lecci, e a sinistra B-A. Tra il punto B ed A, sulla sinistra e a circa 50m di distanza si può scorgere la tettoia e le grate a protezione dell’ingresso della Grotta Carlo Cosma. Un altro accesso al sentiero è localizzato lungo Via Regina Elena ed in questo caso, per giungere alla grotta bisognerà percorrere i rami CB e B-A. La larghezza di tali sentieri, sterrati e battuti (le classiche strade bianche), è variabile tra i 2,5m sino ai 6m.

Descrizione dell’ambiente:

Le specie arboree sono rappresentate da pochi esemplari di Leccio e di Quercia spinosa. Nell’area è particolarmente diffuso un tipo di vegetazione di pseudosteppa a Hyparrhenia hirta, mentre lungo il sentiero si rinviene un tipo di vegetazione
erbacea a Poa bulbosa e Plantago serraria. I prati e pascoli meno degradati sono sede di una serie di fioriture più o meno appariscenti come quella estiva della Scilla marina (Urginea maritima). I territori circostanti sono caratterizzati da un reticolo di muretti a secco che delimitano piccoli appezzamenti di terreno caratterizzati dalla presenza delle caseddhre e
pajare contadine immerse in un contesto vegetale di Olivi e Fichi. La macchia bassa è caratterizzata dalla presenza di Mirto accompagnato da Dafne gridio, Lentisco e Asparago spinoso mentre la gariga presenta la dominanza di Salvione giallo e di Timo . L’ambiente, con vegetazione di tipo pseudo -steppico annovera nel periodo primaverile la presenza di un nutrito elenco di orchidee dei generi Serapias, Ophris, Orchis, Spiranthes e Anacamptis. La presenza di muretti a secco ben tenuti, le rocce affioranti scolpite dal passaggio fin dai tempi più remoti di carraie e la Grotta Carlo Cosma (Pu 955) caratterizzano la bellezza e l’interesse di questo sentiero. La Grotta, preistorica, con pitture rupestri, è situata in località “Longa” nei pressi della strada provinciale SP319 Santa Cesarea Terme-Cerfignano. La Grotta Carlo Cosma non è attualmente fruibile in quanto è ancora in fase di studio. La Grotta prende il nome di uno speleologo, deceduto poco prima della scoperta realizzata da Salvatore Prosperi e Bruno Di Giovanni che, il 3 ottobre 1970, penetrarono nella cavità preistorica. Successivamente, in una delle esplorazioni a cura del Gruppo Speleologico Salentino “P. De Lorentiis” di Maglie, gli speleologi Salvatore Prosperi, Nunzio Pacella e Luciano D’Elia, scoprirono la galleria più lunga del sistema carsico dove sono ubicati“emicicli culturali” con vasi e offerte animali e vegetali, lampade votive e sepolture. La cavità si sviluppa nei Calcari del Cretaceo per complessivi 800m, su un’asse principale a direzione Nord-Ovest/Sud-Est con gallerie e cunicoli agevolmente percorribili. Le pareti della cavità sono interessate da pitture rupestri dello stesso tipo di quelle di Porto Badisco distribuite in cinque piccoli gruppi e dipinti con argilla bruna e ocra rossa.

Caratteristiche del fondo:

Il fondo dell’itinerario è interamente costituito da sterrato con terreno misto a roccia affiorante.

Interesse dell’itinerario:

naturalistico, geologico, paesaggistico, storico.

Come arrivarci?

Da SS275 Maglie-Leuca, dopo Maglie si svolta a destra uscita Castro-Santa Cesarea Terme per la SP 363; si prosegue fino
alla Via Provinciale SP 84 per Castro, lasciato sulla destra l’abitato di Vignacastrisi si svolta a sinistra per Via del Mare Vignacastrisi-Santa Cesarea Terme fino all’incrocio con la SP363 Vitigliano-Santa Cesarea Terme dove si svolta a sinistra in direzione Vitigliano; l’inizio sentiero si trova svoltando sulla destra al primo incrocio.

Fruibilità:

L’itinerario è percorribile da diversamente abili in carrozzina in quanto si sviluppa praticamente in piano a circa 120m s.l.m. con una serie di sentieri con fondo sterrato battuto di larghezza mai inferiore a 2,5m.

Servizi accessori presenti:

Piccola area parcheggio sterrata nei pressi dell’inizio sentiero lungo la SP363 Vitigliano-Santa Cesarea Terme, Punto Turistico Informativo presso la Pro Loco di Santa Cesarea Terme, Centro di Educazione Ambientale di Andrano (sede Palazzo Gargasole a Vitigliano).

Stato di manutenzione:

L’itinerario è individuato da segnaletica di tipo veicolare posizionata lungo le strade percorse da veicoli ed è attrezzato con segnaletica orizzontale posizionata sul lato destro del sentiero: paletti di legno infissi verticalmente nel terreno sono presenti ad una distanza di circa 50m l’uno dall’altro. La segnaletica verticale consiste di una tabella didattica interpretativa a
inizio sentiero, di una tabella inizio sentiero, di tabelle segnavia in legno e di una tabella località. Tutti i 720m di sentiero con fondo sterrato che si sviluppano tra pascoli, particelle olivette e piccoli nuclei di Leccio, sono idonei alla funzione di
barriera antincendio e alla contemporanea fruizione eco-turistica dell’area Parco.

L’itinerario è accessibile a ipovedenti e non vedenti con accompagnatore.
L’itinerario è accessibile a famiglie con bambini.

SCHEDA ITINERARIO

Località di partenza: Via Strada Provinciale per Mare SP 168 (Andrano – LE)
Località di arrivo: Via Toscanelli (Andrano – LE)
Tempo di percorrenza (h/min): 20min
Modalità di percorrenza: a piedi
Descrizione dell’itinerario:

L’itinerario ha inizio su Via Provinciale per Mare SP 168 nei pressi del Camping Verde Blu sulla curva che serve il tratto di discesa a mare. Il sentiero si sviluppa con una serie di tornanti (una doppia “S”) molto ampi lungo il versante calcareo che ospita gli oliveti terrazzati della Marina di Andrano. L’intero percorso è caratterizzato da fondo in terreno naturale con rocce affioranti ed è in leggera discesa. Entrambi i lati sono delimitati da un muretto a secco altro circa 1m. L’itinerario si conclude sui tornanti di Via Toscanelli che servono la Marina di Andrano località Botte.

Descrizione dell’ambiente:

Il sentiero si sviluppa in discesa tra le campagne in semiabbandono dei costoni terrazzati degradanti verso il mare. Il primo tratto del sentiero fiancheggia un nucleo di rimboschimento a Leccio, è caratterizzato da un pavimento naturale con roccia affiorante. Il percorso è caratterizzato da una vegetazione erbacea annuale di tipo pseudosteppico e da nuclei a macchia mediterranea con Lentisco, Corbezzolo, Mirto, Alloro e Olivastro. In questa area la specie di particolare interesse è il Terebinto,
posizionato sia ai margini dei muretti a secco che ai bordi dei terrazzamenti di proprietà privata. Di particolare rilievo sono i popolamenti substeppici a Barboncino mediterraneo. L’intero percorso è caratterizzata da una gariga dominata da Salvione giallo.

Caratteristiche del fondo:

Il sentiero Via Vecchia Mare presenta fondo naturale battuto con rocce calcaree affioranti per tutti i suoi 500m di larghezza media di circa 4m e delimitato su entrambi i lati da muretto a secco.

Interesse dell’itinerario:

naturalistico, geologico, paesaggistico e storico

Come arrivarci?

Da SS275 Maglie-Leuca, alla seconda rotatoria di Montesano Sal. Si svolta a sinistra seguendo per Castiglione; giunti nell’abitato di Castiglione si prosegue per Andrano; entrati in Andrano si svolta a destra  seguendo la segnaletica turistica per mare dopo aver superato l’incrocio semaforizzato che incrocia la Via Provinciale Andrano-Tricase. Si segue la strada
principale fino ad imboccare svoltando a sinistra Via XXV Luglio che serve la Via Provinciale per Mare. Oppure dalla Strada Provinciale SP 358 (strada litoranea Leuca-Otranto) in località Grotta Verde nella Marina di Andrano svoltare a sinistra per Via Giovanni Caboto in direzione Andrano e proseguire in salita per circa 900 metri; si svolta a destra per Via Toscanelli e dopo altri 100 metri si svolta a sinistra ad inizio sentiero.

Fruibilità:

L’itinerario non è percorribile da diversamente abili in carrozzina a causa della marcata irregolarità del fondo. L’ampiezza del sentiero (circa 4m lungo tutto il suo sviluppo) e le pendenze non accentuate l’itinerario fruibile a ipovedenti e non vedenti con accompagnatore.

Servizi accessori presenti:

Parcheggio Parco Pertini, Bagni pubblici nell’atrio del Castello SpinolaCaracciolo, Punto Turistico Informativo presso il Comune di Andrano in Via Michelangelo nei pressi di Piazza Castello; all’interno del Castello sono ubicati l’Ente Parco, il Centro di Educazione Ambientale di Andrano e la Pro Loco Andrano; parcheggio e bagni pubblici in località Botte; punto
turistico informativo estivo in località Grotta Verde.

Stato di manutenzione:

L’itinerario è genericamente individuato da segnaletica turistica di tipo veicolare direzionale posizionata lungo le strade percorse da veicoli sia lungo Via Toscanelli che lungo la Strada Provinciale per Mare SP 168. La segnaletica verticale consiste di una tabella direzionale in metallo ad inizio sentiero. Il tratturo che si snoda fra gli oliveti terrazzati non è attrezzato con
segnaletica orizzontale Si segnalano alcuni punti nel tratto a monte del percorso interessati da discariche abusive di materiale di risulta, rifiuti ingombranti e contenitori di sostanze altamente inquinanti. I 500m di sentiero con fondo naturale che si sviluppa lungo i terrazzamenti sono idonei alla funzione di barriera antincendio e alla contemporanea fruizione eco-turistica dell’area Parco.

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